Negli ultimi 2 anni ho sperimentato diversi metodi per simulare gli errori delle vecchie macchine fotografiche, o meglio di alcune vecchie macchine fotografiche,

perchè dopo aver visto una mostra al museo della fotografia Alinari qualche anno fa, ho capito che alcune attrezzature , in uso negli anni '40 '50, con supporti fotosensibili che adesso non esistono più , sono ancora considerate il massimo della qualità. Se vedeste quanti microscopici dettagli compaiono anche visionando degli ingrandimenti a 10cm di distanza... non so quante centinaia di megapixel occorrerebbero ad una moderna reflex digitale per arrivare ad esempio al dettaglio di una pellicola 6 x 9, la stessa che monta la Mamiya di mio padre...
ma non è questo di cui voglio scrivere oggi... oggi voglio parlare di quel movimento di artisti che intorno agli anni '80 si allontanò volontariamente da tutto quello che rappresentava la qualità assoluta di un'immagine: fotografare utilizzando attrezzature dal costo ridicolo fu la prima mossa.
La Polaroid 600 era proprio quello che ci voleva... economica , con qualche decina di dollari te la compravi... le pellicole erano autosviluppanti e fornivano già un prodotto finito senza avere l'obbligo di possedere una camera oscura... attenzione a non sbagliarsi... polaroid 600 , cioè quella famiglia di macchine polaroid economiche con le lenti in plastica che utilizzava le pellicole a 600 asa, da non confondersi con le prime polaroid che utilizzavano le pellicole a 200 asa, lenti in vetro ed erano dei veri gioielli di tecnica e qualità, ma l'immagine era appunto troppo buona...curioso fu invece l'utilizzo di una macchina giocattolo di costruzione cinese che fu chiamata Holga.
I cinesi a quel tempo non è che fossero così bravi con le materie plastiche e così questa macchinetta giocattolo presentava delle piccole imperfezioni nelle accoppiature delle plastiche che ad esempio chiudevano la pellicola e che quindi generavano delle strisciate di luce sul negativo già prima che venisse impressionato dallo scatto.. imperfezioni casuali, a seconda di come si impugnava o stringeva poteva entrare più o meno luce... per ovviare a ciò alcuni ancora oggi vendono questa piccola macchina con un rullino di scotch da applicare a piacimento per chiudere o meno le infiltrazioni... anche qui un chiaro segno di come si stia cercando di creare un prodotto diverso, una sorta di rifiuto della perfezione.. perfezione intesa come tutto è identico , tutto è uguale, facciamo tutti le stesse identiche foto.Un'altra caratteristica di questa macchina giocattolo è la sua lente, in plastica... senza schema ottico plurilente in gruppi come i comuni obiettivi delle reflex ma anche delle comunissime compatte... infine come non parlare della quasi totale mancanza di regolazioni e la caratteristica di montare pellicole 6x6 ?
Si sa che i 2 oggetti di culto per i fotografi professionisti furono le gloriose Hasselblad e Rolleiflex, l'esempio per antonomasia di tecnica applicata all'immagine, entrambe montavano guardacaso pellicole 6x6... quindi quale miglior macchinetta-giocattolo poteva sfidare i mostri della perfezione se non la Holga che utilizzava lo stesso supporto?
Nessuna delle foto che sto per mostrarvi è stata fatta con una Holga perchè sinceramente non ho proprio voglia di ricomprare pellicole, rimetter su una camera oscura come quella di mio padre e spendere centinaia di euro respirando pure i fumi degli acidi di sviluppo, senza contare l'inquinamento...




.....insomma non ho proprio una stanza da dedicare allo sviluppo.. ovvia... eppoi oggi abbiamo altri mezzi a disposizione per allontanarci dalla perfezione "omologata", abbiamo la postproduzione digitale che ci permette di simulare ogni caratteristica dei vecchi film. Quindi perchè non ricreare un effetto simile con programmi di fotoritocco o applicando una lente per degradare l'immagine davanti all'obiettivo di una costosa reflex o una economica compatta? Questa si che è una bella presa in giro...
Vignettatura marcata, nitidezza ai bordi del fotogramma ridicola, errori di sviluppo, crossprocessing e perfino i peluzzi nella baciella che si attaccano alla carta... tutto facilmente riproducibile, esistono dei plugin che fanno quste cose...
Io sono convinto che quelle che vedete sul web in questa pagina, proprio adesso davanti ai vostri occhi, essendo già in formato "digitale", e cioè immagini convertite in dati, siano indistinguibili da qualsiasi altra immagine a pellicola, e questo perchè se dovessi rendere visibile sul web una foto da negativo o positivo la dovrei a sua volta riconvertire in formato digitale tramite scansione... ed è proprio questo il nocciolo della questione, quello che figura sul web non è privo di manipolazione digitale, quindi , a meno che uno non mi chieda i negativi queste foto potrebbero essere state prodotte da una vera Holga o da una polaroid...
Per farvi ben comprendere come si possa simulare una polaroid ho semplicemente effettuato un confronto fra una vera polaroid scattata da me con una spirit 600 e una foto scattata sempre da me con una Fuji s5 , originariamente perfetta, senza dominanti e distorsioni, elaborata per rendere lo stesso effetto.


giudicate voi.......




Se non volete usare photoshop potete sempre provare un programma freeware che si chiama poladroid che in un tempo che è simpaticamente uguale al tempo di sviluppo delle istantanee americane vi trasforma qualsiasi vostra foto in una polaroid... il risultato non è per niente male...
Passiamo a qualche esempio di imitazione Holga o effetto Pinhole.. conoscete vero le macchine fotografiche con un buco al posto della lente? Applicando una lente che ho trovato davanti ad un 50mm F1.4





o utilizzando solo le funzionalità di photoshop
























































































